Spegni il telefonino e vivi

Scritto da Vittore Zen il .


di Annalisa Guglielmino  
  per Avvenire
  
Siamo in pubblico da soli? Automaticamente cerchiamo il telefonino, il dito scorre, lo sguardo fisso legge, come se nelle mani avessimo tutto ciò di cui abbiamo bisogno in quel momento, la risposta a tutto. Qualcuno dice basta. «Mani dietro la testa e lontani dal telefonino». «Guarda in alto!», Look upÈ tutto qui il video-appello lanciato da un ragazzo inglese, Théophile Duplouy, che da poco pubblicato su YouTube sta facendo il giro del mondo. «Ho 422 amici, eppure sono solo».

Comincia così la confessione del giovane profugo dai social network. Che aggiunge: «Il mio problema è la differenza fra guardare i loro occhi, o un nome sullo schermo». Cinque minuti di immagini e parole per far riflettere sul fatto che navighiamo tutti in «un mondo di interessi personali, selfie, autocelebrazioni». Che quelli che tutti chiamano “social” «son tutto fuorché sociali, quando accendiamo il computer e chiudiamo la porta». Che tweet, e post, e pin, etc., sono tutto un darsi da fare in solitaria a «editare, esagerare, sistemare le parole per fa brillare le nostre vite», senza vedere che dietro tutto questo aumenta «l’isolamento sociale».

Qualcuno sul web già descrive il video di Theéophile come “poesia”. È stato visto – amaro contrappasso rispetto al suo titolo – già un milione di volte. Ma ben venga. Il messaggio finale è: non arrendiamoci a questa vita. «Spegnete il display. Basta guardare questo video! Vivete la vita vera».

Proprio in questi giorni è stato pubblicato su The Social Science Journal uno studio dei ricercatori dell’università del Kuwait: le chat per smartphone, come WhatsApp, si utilizzano in media 12 volte l’ora. E possono creare dipendenza.È presto per dire se iniziative come quella di Théophile Duplouy siano la prova che la rete ha anche gli anticorpi alle patologie che produce. Di sicuro i social, nel loro delirio di tutto dire e tutto conoscere, sfiorano a volte l’autoironia costruttiva. Come nel caso di una foto che sta girando con un titolo che pressappoco recita: “colto in flagrante un uomo mentre guarda il mondo reale”. L’immagine potrebbe essere stata scattata in una qualunque stazione ferroviaria. Mostra tutti i passeggeri in attesa del treno consultare il proprio smartphone. Tutti tranne uno. E l’effetto è quello di vedere un alieno.un uomo.jpg
(foto Twitter)
Un’altra scena immortalata e postata da un nostalgico delle vecchie cene tra amici, quelle in cui si scherzava e si rideva ininterrottamente e se qualcuno alla fine scattava una foto si veniva immortalati tutti con le guance rosse abbracciati e sorridenti verso l’obiettivo, ritrae un gruppo di commensali intenti a chattare/messaggiare/far finta di farlo perché lo fanno gli altri. Oppure perché non vogliono fare la figura di quello che quando un amico gli dice: «Ieri ho conosciuto una ragazza su un tram», risponde: «Grande! Che social è UnTram?» (battuta letta su Twitter).telefonini.jpg
(foto Twitter)

 

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Commenti (1)

  • Michele Caon

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    Una voce fuori dal coro… osservo molte persone per strada: sembrano “drogate” da smartphone. Mamme indaffarate con borse della spesa e figlia/o al fianco fissa/o sul display a messaggiare; studenti che attraversano le striscie pedonali mentre chattano, incuranti di chi sta per arrivare. Credevo di essere vecchio, ma che un giovane abbia il coraggio di dire tutto questo mi conforta…
    La cosa che condivido di più e che gli adulti che hanno questi comportamenti sono visti dai figli come modello, per cui tutto è normale… è triste a dirsi ma è vero, l’onda lunga della “tossicodipendenza” da smartphone è appena iniziata. Disintossichiamoci.

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